Il nostro peso corporeo non è altro che il “bilancio energetico” tra entrate ed uscite caloriche. L’energia viene introdotta con gli alimenti ed è utilizzata dal corpo, sia durante il riposo per le normali funzioni dell’organismo, come ad esempio mantenere in funzione i suoi organi, quali cervello, polmoni, cuore, ecc., sia durante l’attività fisica per attivare il muscolo e pompare il sangue. Se si introduce più energia di quanta se ne consuma, l’eccesso si può accumulare nel corpo sotto forma di grasso, determinando un aumento di peso, sia nell’adulto che nel bambino. Se invece si introduce meno energia di quanta se ne consuma, il corpo utilizza le sue riserve di grasso per far fronte alle richieste energetiche. Quantità eccessive di grasso corporeo costituiscono un pericolo per la salute, soprattutto per il rischio di insorgenza di alcune malattie (quali la cardiopatia coronarica, il diabete, l’ipertensione e alcuni tipi di cancro), di insufficienza respiratoria e delle conseguenze “meccaniche” provocate dal sovraccarico sulle articolazioni.  Più è grave il sovrappeso più si aumenta questo rischio. Se come abbiamo detto, una corretta abitudine alimentare è fondamentale per una vita sana, in gravidanza quest’ultima acquisisce un’importanza maggiore. L’assunzione di energia è il principale fattore determinante dell’aumento di peso gestazionale. Durante la gravidanza, la dieta materna deve fornire un adeguato apporto di energia per sostenere le esigenze abituali della madre e quelle del feto in crescita. Le scarse assunzioni dietetiche o le carenze dei macronutrienti e dei micronutrienti possono quindi avere un impatto sostanziale sugli esiti della gravidanza e sulla salute neonatale. Sempre più prove suggeriscono che gli effetti della nutrizione fetale possono persistere fino all’età adulta, con possibili effetti intergenerazionali. L’energia supplementare è necessaria per la sintesi di nuovo tessuto (feto, placenta e liquido amniotico) e la crescita del tessuto esistente (utero, seno e tessuto adiposo materno). 

Il fabbisogno energetico durante il primo trimestre, generalmente, non differisce da quello delle donne non incinte, ma aumenta tra le 10 e le 30 settimane di gestazione quando la crescita del tessuto materno e fetale è maggiore. Tuttavia, il fabbisogno energetico delle singole donne varia ampiamente durante la gravidanza, a seconda dei loro livelli di attività fisica, dell’indice di massa corporea pre-gravidanza (BMI) e del tasso metabolico, quindi, le raccomandazioni per l’assunzione di energia dovrebbero essere adattate di conseguenza. L’incremento energetico aggiuntivo necessario per sostenere un adeguato aumento di peso durante la gravidanza (circa 12kg) è da 90 a 125 kcal al giorno nel primo trimestre, Da 286 a 350 kcal al giorno nel secondo trimestre, e da 466 a 500 kcal al giorno nel terzo trimestre. Così, il vecchio mito “mangiare per due” non è matematicamente rappresentativo dell’aumento del 10% al 25% dell’apporto calorico effettivamente necessario per sostenere una gravidanza sana.

Andiamo però a vedere più nel dettaglio quali sono gli elementi a cui prestare maggior attenzione durante il periodo gestazionale:

Carboidrati

I carboidrati sono del corpo, e soprattutto del cervello, la principale fonte di energia. Le donne incinte, hanno bisogno dell’energia fornita dai carboidrati per far crescere un bambino sano, poiché il glucosio, derivato dai carboidrati, è il combustibile principale utilizzato per la crescita intrauterina.

Proteine

Le proteine forniscono importanti elementi costitutivi durante i periodi di crescita e sviluppo ma forniscono anche componenti strutturali per le cellule umane e per la sintesi degli enzimi, che aiutano a garantire il corretto funzionamento di queste cellule. La dose giornaliera consigliata di proteine a partire dal secondo trimestre, è di circa 25 g in più rispetto a quello raccomandato per le donne non incinte.

Grassi

l grassi sono utilizzati, principalmente, come fonte di energia dall’organismo, ma sono anche usati per trasportare le vitamine solubili A, D, E e K e per fornire acidi grassi essenziali che non possono essere sintetizzati dal corpo. 

Anche se non c’è una quantità consigliata di grassi specifica per la gravidanza, sembra ragionevole, per le donne incinte, seguire le attuali linee guida del “Academy of Nutrition and Dietetics”, che seguono quanto raccomandato dall’Organizzazione delle Nazioni Unite per l’Alimentazione e l’Agricoltura (FAO), i quali suggeriscono di mantenere l’assunzione totale di grassi tra il 25% e il 35% delle calorie totali.

In una dieta equilibrata oltre a prestare attenzione ai macronutrienti, bisogna anche dare importanza a quelle che sono le nostre esigenze di vitamine e minerali (micronutrienti). Come evidenziato dall’INRAN nelle LINEE GUIDA PER UNA SANA ALIMENTAZIONE ITALIANA, tra le vitamine e i minerali, la gravidanza, comporta bisogni maggiori per quanto riguarda:

  • Calcio: nel 3°trimestre circa 200-250 mg passano ogni giorno nello scheletro del feto: se non è l’alimentazione materna a fornirli, saranno le ossa della madre a privarsene, decalcificandosi;
  • Ferro: bisogni quasi raddoppiati rispetto alla donna adulta, spesso è necessario ricorrere a supplementazioni;
  • Folati: bisogni raddoppiati, spesso è necessario ricorrere a supplementazioni;
  • Altre vitamine quali la B1, la B2, la B12 e la vitamina A

Occorre quindi arricchire la dieta con latte e latticini e consumare un’ampia varietà di frutta e ortaggi.

Per quanto riguarda l’acqua, la gestante, oltre ai propri bisogni, deve coprire anche quelli gestazionali e fetali (sangue materno, liquido amniotico e annessi, sangue e tessuti fetali) per una richiesta totale a termine di circa 8 litri; dunque, è opportuno, che la normale razione di 1 litro e mezzo/2 litri venga leggermente aumentata. Tra i grassi da condimento, anche per la gestante, il migliore in assoluto è l’olio extravergine di oliva.  In gravidanza come regola generale è consigliabile astenersi dal consumare insaccati, ma soprattutto è necessario escludere i cibi di origine animale crudi o poco cotti e le bevande alcoliche di qualsiasi genere.

Conclusione

Per concludere possiamo dire che l’importanza di mantenere una dieta sana e varia, prima e durante la gravidanza, non deve essere sottovalutata.

Le carenze nutrizionali durante la gravidanza rimangono un problema di salute pubblica, in particolare nelle popolazioni svantaggiate e ad alto rischio, ma la qualità variabile delle prove attuali rende difficile determinare la quantità sotto la quale queste carenze possano creare delle problematiche. 

Sono necessari studi su larga scala per valutare le conseguenze delle eventuali carenze di macronutrienti e micronutrienti per chiarire il potenziale impatto degli interventi nutrizionali nel miglioramento degli esiti della gravidanza.

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