Obesità infantile

“L’obesità è diventata uno dei maggiori problemi di sanità pubblica in Italia. Nonostante il miglioramento registrato dagli ultimi dati restano forti differenze geografiche tra Nord e Sud, a discapito di quest’ultimo. La diminuzione del tasso di obesità nei bambini è un segno che le politiche sanitarie messe in atto cominciano a dare i primi risultati ed è contemporaneamente il segnale che dobbiamo concentrare maggiormente gli sforzi in questa direzione. Tuttavia resta molto da fare, soprattutto nella promozione della consapevolezza sui corretti stili di vita. I genitori devono fare la loro parte: infatti, questi dati ci dicono che circa il 40% delle madri di bambini in sovrappeso o obesi ritiene che il peso del proprio figlio sia nella norma”.

Walter Ricciardi
© EpiCentro – Istituto Superiore di Sanità – Viale Regina Elena 299, 00161 – Roma

Secondo l’ultima raccolta dati (2019) di Okkio alla salute, un sistema di sorveglianza nazionale promosso e finanziato dal Ministero della Salute:

  • i bambini in sovrappeso sono il 20,4%  (20,9% femmine e 20% maschi)
  • i bambini obesi sono il 9,4% (8,8% femmine e 9,9% maschi)
  • i bambini gravemente obesi che rappresentano il 2,4%. 

L’Italia, anche nella raccolta COSI (Childhood Obesity Surveillance Initiative) risalente al periodo 2015-2017 è risultata tra le nazioni con i valori più elevati di eccesso ponderale nei bambini insieme ad altri Paesi dell’area mediterranea.

Ma quali cattive abitudine hanno portato a tutto ciò?

Secondo l’ultima indagine:

  • L’8,7% dei bambini non fa colazione quotidianamente o fa una colazione non adeguata, ossia sbilanciata in termini di carboidrati, proteine e grassi. 
  • Il 55,2% dei bambini consuma una merenda di metà mattina abbondante e di conseguenza non adeguata.
  • Il 25,4% consuma quotidianamente bibite zuccherate/gassate. 
  • Il 24,3% consuma frutta e/o verdura meno di una volta al giorno.
  • Il 38,4% dei bambini mangia legumi meno di una volta a settimana.
  • Il 48,3% dei bambini consuma snack dolci più di 3 giorni a settimana. Gli snack salati invece sono consumati più di tre giorni a settimana dal 9,4% dei bambini.

Altri due aspetti da non sottovalutare sono la sedentarietà e la mancanza di attività fisica. Nel 2019 infatti più del 40% dei bambini trascorre più di 2 ore al giorno davanti a TV e/o videogiochi/tablet/cellulare. Un altro fattore di rischio per l’obesità infantile, forse quello più importante, è la consapevolezza delle madri sullo stato di salute dei propri figli.

Nell’ultima indagine infatti è emerso che:

  • il 59,1% delle madri di bambini fisicamente poco attivi ritiene che il proprio figlio svolga un’attività fisica adeguata.
  • Il 40,3% dei bambini in sovrappeso o obesi è percepito dalla madre come sotto-normopeso.
  • Tra le madri di bambini in sovrappeso o obesi, il 69,9% pensa che la quantità di cibo assunta dal proprio figlio non sia eccessiva.

Un’iniziativa italiana per ovviare a questo problema risulta essere il sito: piccolipiuinforma.it, un progetto realizzato con il supporto finanziario del Ministero della Salute, rivolto ai genitori, perché possano disporre degli strumenti necessari per facilitare piccoli ma importanti cambiamenti nelle proprie abitudini familiari. Il sito viene aggiornato periodicamente per affrontare le tematiche di prevenzione dell’obesità in relazione all’alimentazione e all’attività fisica, come possibili cause dell’obesità infantile.

L’obesità oltre a causare un graduale deterioramento delle articolazioni, con una conseguente difficoltà motoria in età avanzata, può portare a gravi danni alla salute quali diabete mellito di tipo 2, malattie cardiovascolari e tumori.  L’obesità è causata, nella maggior parte dei casi, da stili di vita scorretti tramandati anche di generazione in generazione: da una parte, un’alimentazione scorretta ipercalorica e dall’altra un ridotto dispendio energetico a causa di inattività fisica. L’obesità è quindi una condizione ampiamente prevedibile.

“Si stima che il 44% dei casi di diabete tipo 2, il 23% dei casi di cardiopatia ischemica e fino al 41% di alcuni tumori sono attribuibili all’obesità/sovrappeso. In totale, sovrappeso e obesità rappresentano il quinto più importante fattore di rischio per mortalità globale e i decessi attribuibili all’obesità sono almeno 2,8 milioni/anno nel mondo”

Ministero della Salute

Dallo schema sopra riportato possiamo vedere come la previsione dell’obesità infantile sia elevata. Da quest’ultimo infatti si evince che in tutto il mondo, meno del 20% dei bambini nel 2025 sarà normopeso. Ad aggravare questa previsione, nel 2020 è arrivato un altro evento, il quale potrebbe essere un aiuto all’obesità infantile, la pandemia da Sars-Cov-2. Uno studio longitudinale Italiano ha voluto studiare gli effetti del lockdown per il COVID-19 sui comportamenti di stile di vita nei bambini con obesità che vivono a Verona. Il campione comprendeva 41 bambini e adolescenti con obesità che partecipavano a uno studio osservazionale già prima del lockdown. Hanno potuto così osservare i cambiamenti dei risultati prima e durante il blocco forzato a causa della pandemia. Da questo studio è emerso che: L’assunzione di frutta è aumentata durante il lockdown. L’assunzione di patatine fritte, carne rossa e bevande zuccherate è aumentata significativamente durante il blocco. Il tempo trascorso nelle attività sportive è diminuito (quasi 5 ore in meno di attività fisica a settimana) e il tempo di sonno è aumentato. Il tempo sullo schermo (tv,tablet,cellulare,computer…) è aumentato di quasi 3 ore/giorno. In particolare, questo studio longitudinale su bambini e adolescenti con obesità ha affermato che i comportamenti alimentari, di attività e di sonno sono cambiati in una direzione sfavorevole tre settimane dopo il loro confinamento durante il blocco nazionale. Queste osservazioni indicano la necessità di attuare misure preventive durante i periodi di lockdown, tali misure potrebbero coinvolgere i professionisti del movimento e della medicina pediatrica per offrire una guida supplementare incoraggiando le famiglie a mantenere scelte di stile di vita sane. Sebbene non abbiamo ancora misurazioni post-confinamento sul possibile aggravarsi dell’obesità, possiamo ipotizzare che l’eccesso di peso guadagnato durante il lockdown potrebbe non essere facilmente reversibile e potrebbe contribuire all’eccesso di adiposità durante l’età adulta; infatti gli effetti deleteri dello stile di vita durante il periodo del Covid-19  potrebbero perdurare nella vita di tutti i giorni anche dopo questo periodo di restrizioni, andando così ad alimentare comportamenti alimentari errati, e andando a limitare i nostri livelli di attività fisica.

CONCLUSIONE

Le regole base per una sana alimentazione dei bambini rimangono le medesime degli adulti, sicuramente bisogna tenere in considerazione le quantità: un bambino non deve mangiare le stesse porzioni di un adulto, possiamo aiutarci usando le mani dei bambini come unità di misura:

  • 1 pugno per la frutta, il pane, la pasta o il riso (già cotti), verdure cotte, legumi, tuberi;
  • 2-3 pugni invece per le verdure crude;
  • 1 palmo come giusta porzione per fonti proteiche come pesce e carne.

Per l’alimentazione dei nostri piccoli dobbiamo essere i primi a dare l’esempio cercando di stimolarli all’assaggio di nuovi alimenti, ricordatevi che vostro figlio vi “scruta”, tanto più la vostra alimentazione sarà varia, tanto più il bambino sarà invogliato a seguirvi.

Approfittate dell’opportunità per imparare ad apprezzare anche voi qualche alimento in più!

Cercate di non dare mai per scontato che al bambino non piaccia un determinato cibo, offriteglielo sempre e provate a mangiarlo assieme. Abituatelo a bere acqua, durante i pasti, gli spuntini e durante l’attività fisica. Per invogliarlo potete provare ad aromatizzare l’acqua con della buccia di agrumi, qualche foglia di menta o a diluire dentro un po’ di succo di frutta. Il sale contiene naturalmente sodio, un elemento essenziale per il nostro organismo ma è bene ricordare che  è sufficiente in piccole dosi. Limitare il consumo di alimenti lavorati ricchi di sale, come merendine salate, patatine in busta, salumi, formaggi grassi e alimenti in scatola, sicuramente può aiutare a diminuire la dose di sale giornaliera e ad educare il vostro bambino al consumo di alimenti poco salati, per fissare la soglia del salato su livelli bassi più avanti nella crescita. Cercate di limitare quanto più possibile cibi confezionati come merendine, patatine, brioche e altri snack confezionati: sono ricchi di zuccheri liberi (argomento di prossimi articoli) , grassi saturi e trans (argomento di prossimi articoli) e conservanti; potete aiutarvi tenendo in frigorifero della verdura o frutta già lavate, pronte all’uso per offrirle al bambino ogni volta che chiederà un fuoripasto, oppure, un vasetto di yogurt con della frutta fresca o una fetta di pane e marmellata. L’ultimo aspetto da non tralasciare è l’importanza di abbinare una corretta alimentazione all’attività fisica. 

Nel corso dell’infanzia e dell’adolescenza l’attività fisica:

  • è necessaria allo sviluppo osteo-muscolare contribuisce allo sviluppo di un apparato cardiovascolare sano;
  • contribuisce ad aumentare le capacità di apprendimento e il livello di autostima; rappresenta un valido strumento di aggregazione sociale;
  • associata a una corretta alimentazione diminuisce il rischio di obesità infantile e di malattie croniche.

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BIBLIOGRAFIA

  • piccolipiuinforma.it
  • salute.gov.it/portale/news/p3_2_1_1_1.jsp?menu=notizie&id=2929
  • salute.gov.it/imgs/C_17_notizie_2935_listaFile_itemName_0_file.pdf
  • salute.gov.it/imgs/C_17_notizie_5159_0_file.pdf
  • Pietrobelli A, Pecoraro L, Ferruzzi A, Heo M, Faith M, Zoller T, Antoniazzi F, Piacentini G, Fearnbach SN, Heymsfield SB. Effects of COVID-19 Lockdown on Lifestyle Behaviors in Children with Obesity Living in Verona, Italy: A Longitudinal Study. Obesity (Silver Spring). 2020
  • salute.gov.it/portale/salute/p1_5.jsp?id=51&area=Vivi_sano 

ATTENZIONE: le informazioni contenute in questo sito hanno uno scopo puramente divulgativo e non intendono sostituire il parere del proprio medico curante o di un operatore sanitario. Le informazioni sul nostro portale si rivolgono a persone sane, qualsiasi regime alimentare o esercizio fisico, prima di essere svolto deve essere supervisionato dalla figura competente ai termini della legge italiana. Il sito non detiene nessuna responsabilità, in quanto le informazioni hanno uno scopo divulgativo e la persona prima d’intraprendere qualsiasi percorso alimentare o d’attività fisica, deve consultarsi col proprio medico di fiducia.

Il piatto del mangiar sano

INTRODUZIONE

Le fondamentali “regole” da seguire per una sana alimentazione, al fine di conservare un benessere prolungato per tutto l’arco della vita, sono poche e semplici. 

La prima regola è che nessun alimento – eccezion fatta per allergie o intolleranze – dovrebbe essere escluso da una corretta dieta (il termine deriva dal greco δίαιτα = abitudine, modo di vivere). Il peso corporeo rappresenta il risultato misurabile del “bilancio energetico” tra quanta energia entra e quanta ne esce. L’energia introdotta con gli alimenti è utilizzata dal corpo sia durante il riposo (per mantenere in funzione tessuti e organi, quali cervello, polmoni, cuore, ecc.), sia durante l’attività fisica. Se si introduce più energia di quanta se ne consuma, l’eccesso viene depositato nel corpo sotto forma di grasso, con un conseguente aumento di peso. Se invece si introduce meno energia di quanta se ne consuma, il corpo utilizza le proprie riserve per far fronte alle richieste energetiche. 

Il peso è il dato più semplice da misurare ma non dà informazioni precise sulla composizione corporea che è la variabile che spiega meglio le relazioni tra il peso e la salute.
La composizione corporea è determinata dal rapporto fra massa magra e massa grassa. La massa magra è il tessuto più importante da preservare e anche cercare di aumentare nel corso degli anni dato che promuove un miglior stato metabolico. La massa grassa si distingue in: grasso essenziale e grasso di riserva. Il grasso essenziale è necessario per il normale funzionamento dell’organismo. È conservato in piccole quantità nel midollo osseo, negli organi, nel sistema nervoso ed è circa il 3-5% del peso corporeo negli uomini. Nelle donne il grasso essenziale è maggiore, circa l’8-12%, in quanto si trova anche nella mammella e nei fianchi ed è fondamentale per la normale funzione riproduttiva. Il grasso di riserva è quello depositato sotto la pelle (sottocutaneo), nei muscoli e il grasso profondo (viscerale). La regolazione del peso corporeo è un insieme complesso di variabili fisiologiche, metaboliche, ambientali, comportamentali e genetiche, che controllano quanta energia assumiamo e quanta ne spendiamo.

Il comportamento alimentare è regolato dai meccanismi fisiologici della fame e della sazietà che permettono di garantire un equilibrio fra l’assunzione calorica e il consumo energetico. Fame e sazietà, però, non sono gli unici meccanismi che regolano il comportamento alimentare nell’uomo e altri fattori di tipo psicologico e sociale hanno un’influenza rilevante nel determinare cosa, quanto e quando si mangia.

IL PIATTO DEL MANGIAR SANO

Copyright © 2011 Harvard University, Per maggiori informazioni sul Piatto del Mangiar Sano, per favore consulta The Nutrition Source, Department of Nutrition, Harvard T.H. Chan School of Public Health, http://www.thenutritionsource.org e Harvard Health Publications, harvard.edu.”

Un fattore che ci può aiutare nella regolazione del peso è il saper comporre pasti salutari e bilanciati. In questo, ci viene in aiuto una guida studiata dagli esperti di nutrizione della Harvard T.H. Chan School of Public Health e dagli editori delle Pubblicazioni Harvard Health, denominata, il “Piatto del Mangiar Sano”.

Potresti appendere una copia dell’immagine sul frigorifero come promemoria giornaliero per creare pasti sani e bilanciati!

Harvard T.H. Chan School of Public Health

Vediamo come comporre il piatto:

Componi la parte principale del tuo pasto con frutta e verdura – ½ piatto:

Frutta e verdura apportano acqua, fibra, vitamine, minerali e sostanze bioattive; componenti, questi ultimi, che possono contribuire positivamente sulla salute. La frutta e la verdura, inoltre, hanno una bassa densità energetica, ossia forniscono poche calorie per unità di peso e di volume. In tal modo possono sostituire altri alimenti più calorici e contribuiscono ad un più precoce raggiungimento del senso di sazietà. Questo vale per frutta e verdura consumati come tali – e non per succhi, centrifugati, estratti, o spremute – sia per il loro ridotto contenuto di fibra, sia perché la masticazione stessa è uno stimolo alla sazietà. La densità energetica di un alimento è da tempo considerata un fattore in grado di influenzare tanto la sazietà a breve termine, che quella a lungo termine. In altre parole, aiuta a mangiare meno. Le raccomandazioni internazionali dicono che dovremmo mangiarne almeno 400g al giorno, nel conteggio non sono compresi le centrifughe, estratti e via dicendo, sia di frutta che di verdura. Nulla vieta di consumarne di più, nel rispetto però del bilancio energetico e dei macronutrienti complessivi della dieta. 

La composizione chimica ed i falsi miti sulla frutta e sulla verdura saranno argomenti di futuri articoli

Cereali integrali e proteine magre – restante metà del piatto:

I cereali e i legumi hanno svolto da sempre un ruolo fondamentale nell’alimentazione umana come fonte di nutrienti e di energia. Questi alimenti sono importanti perché apportano amido, fibre e proteine ma anche vitamine, minerali ed altre sostanze di grande interesse per la salute. Sia i cereali che i legumi, infatti, hanno un buon contenuto di proteine. Anche le patate sono una buona fonte di amido, possono essere per alcuni versi paragonate ai cereali di cui rappresentano un’alternativa; anche se nella nostra tradizione vengono usate come contorno, esse non devono sostituire la verdura. La stessa considerazione è valida per i legumi. Con il termine “legumi” si identificano le piante appartenenti alla famiglia delle leguminose, che sono disponibili allo stato fresco o secco. La famiglia dei legumi è composta da: il fagiolo, il cece, la lenticchia, la cicerchia, la soia, il pisello e la fava. Sono legumi anche fagiolini e fagioloni, ma vengono assimilati alle verdure poiché il baccello è molto più sviluppato dei semi e hanno un contenuto molto basso di proteine e di energia e molto alto di acqua, caratteristiche più simili alle verdure. I legumi sono una buona fonte di proteine e sono ricchi di micronutrienti, in particolare: ferro, zinco e vitamine del gruppo B e di fibra. Questo profilo nutrizionale li rende importanti componenti di una dieta sana. Ricordiamo inoltre che i legumi coniugano un elevato valore nutrizionale con un basso costo e quindi il loro inserimento nella dieta rappresenta un valore aggiunto anche in termini di sostenibilità economica. Minimo 2-4 porzioni a settimana di legumi, anche se nulla vieta un consumo maggiore. L’unico limite è dato dall’equilibrio generale della dieta e dalla presenza di tutti gli altri alimenti nelle giuste proporzioni. Come altre tipologie di proteine magre troviamo: pesce ed altri prodotti ittici, sia freschi che surgelati (almeno 2-3 volte a settimana) e carni bianche. I formaggi contengono quantità abbastanza variabili di grassi: sono da preferire quelli più magri, da consumare comunque in quantità moderata, meglio come secondo piatto e non come aggiunta ad un pasto già completo.
Limita l’assunzione di carne rossa, formaggi più grassi ed evita le carni trasformate, come salumi, salsicce e hamburger.

La composizione chimica, il perché si consiglia l’integrale, ed i falsi miti sui cereali e proteine saranno argomenti di futuri articoli.

Oli sani – con moderazione:

Per un’alimentazione equilibrata e completa è necessario consumare una certa quantità di grassi. La loro funzione principale è quella di accumulare e fornire energia (9 kcal/g, contro le 4kcal/g dei carboidrati e delle proteine) e di formare le membrane cellulari. I grassi degli alimenti svolgono anche compiti specifici nell’organismo oltre a contenere e consentire l’assorbimento delle vitamine liposolubili (A, D, E e K) e dei carotenoidi; i grassi alimentari danno sapore ai cibi e contribuiscono quindi all’aroma e alla piacevolezza di un cibo e per questo vengono consumati in maniera eccessiva nel mondo occidentale, dove rappresentano uno dei fattori di rischio per la salute, in quanto facilitano, dato il loro apporto calorico, l’insorgenza di sovrappeso e obesità.

Non analizzeremo nello specifico la composizione, la cottura, i falsi miti e gli effetti sulla salute delle varie tipologie degli acidi grassi, poiché, saranno argomenti di futuri articoli.

Per ora, è importante sapere che, nella dieta dobbiamo tener conto sia dei grassi naturalmente presenti negli alimenti, sia dei condimenti aggiunti a crudo o per la cottura. Secondo le più recenti raccomandazioni, negli adulti, una quota di grassi compresa tra il 20 e il 35% della quota calorica giornaliera complessiva può essere considerata idonea per un’alimentazione equilibrata. Per la loro ripartizione sono da preferire l’olio di oliva o di canola per via del loro contenuto maggiore di acidi grassi monoinsaturi (circa il 10-15% delle calorie totali), sono invece da limitare i grassi di origine animale, come ad esempio: il burro, la panna, lo strutto per via del loro contenuto di acidi grassi saturi (non superiore al 10% delle calorie totali) ed evitare i grassi trans. Quando si parla di acidi grassi transsi parla essenzialmente di particolari acidi grassi derivati dalla saturazione industriale di grassi insaturi che possono avere implicazioni negative per la salute.

Bevi acqua, caffè, o tè:

La dosa raccomandata di acqua è di almeno 1,5/2 litri al giorno o 1/2 litri per 1000 kcal ingerite.

La sicurezza dell’acqua del rubinetto e i falsi miti sull’acqua sarà argomento di futuri articoli

Limita il più possibile il consumo di bevande zuccherate: le calorie “vuote” supplementari da loro apportate rischiano di farti aumentare di peso e di avere un impatto negativo sulla salute. Attenzione soprattutto al loro libero consumo da parte dei bambini: infatti, le cattive abitudini alimentari acquisite durante l’infanzia sono le più difficili da correggere.

L’obesità infantile sarà argomento di futuri articoli (vedi articolo “Obesità infantile”)

Limita il latte ed i latticini ad una o due porzioni al giorno, preferibilmente quello parzialmente scremato, che comunque mantiene il suo contenuto in calcio e proteine e limita i succhi ad un piccolo bicchiere al giorno, poiché, succhi di frutta “100% frutta” contengono comunque zuccheri liberi.

Gli zuccheri liberi sarà argomento di futuri articoli (vedi articolo “Conoscere i carboidrati”)

CONCLUSIONE

Come abbiamo appena visto, un’alimentazione corretta costituisce, assieme a un’adeguata attività fisica e al controllo di altri fattori di rischio, come il fumo o l’alcol, un elemento fondamentale nella prevenzione di numerose condizioni patologiche. Stile di vita sano e scelte alimentari corrette aumentano sensibilmente la possibilità di prevenire l’insorgenza di malattie e di rallentarne l’evoluzione.

Sottoporsi a diete estreme o sconsiderate, iniziare a fare attività fisica senza una logica e struttura (circuiti, salti, ecc..) con la finalità di perdere peso, sono atteggiamenti tipici della ricerca di scorciatoie, spesso illusorie, rispetto al percorso più difficile, ma possibile, del cambiamento dello stile di vita e del comportamento alimentare. 

A calory is a calory

La composizione della dieta è scarsamente determinante ai fini della diminuzione della massa grassa, anche se diete particolarmente squilibrate (come le diete low-carb che tanto successo mediatico hanno avuto, a partire dalla dieta Atkins e simili, fino alla Dukan) possono amplificare e velocizzare la pura e semplice perdita di peso, agendo peraltro più sul contenuto idrico e sulla massa magra che sul tessuto adiposo. Il loro successo popolare è dovuto sia a questa rapidità di effetto che alla loro apparente maggiore semplicità di attuazione; però questi modelli possono presentare dei rischi per la salute ed una efficacia dimagrante solo apparente , dato che gran parte del peso perso, come detto, non riguarda il tessuto adiposo, ma piuttosto tessuti magri e acqua, ossia componenti corporee da preservare. In sintesi, quindi, conta essenzialmente, l’entità della restrizione calorica. 

Spesso il consumatore viene frastornato dalle varie notizie sui media e in particolare sul web (abolizione delle fonti di carboidrati frutta compresa, eliminazione completa dei grassi, eccesso di proteine, diete stravaganti ecc.). Diversi studi hanno invece confermato qualcosa di molto semplice: se si assumono più calorie di quante se ne spendono si ingrassa, indipendentemente dal fatto che le calorie di troppo provengano da proteine, grassi o carboidrati, mentre se si assume meno di quello che si spende si perde peso, qualunque sia la composizione della dieta. E questo concetto è riassunto nella semplice frase “a calory is a calory” che può sembrare un’eccessiva banalizzazione, ma è proprio ciò che accade nella realtà. 

A determinare la perdita di peso è la induzione di un bilancio energetico negativo ottenuto in qualunque modo, ossia mangiando di meno e/o muovendosi di più.
L’importanza dell’attività fisica nella cura dell’eccesso ponderale e nella gestione del dimagrimento è legata soprattutto a benefici di tipo metabolico, cardiorespiratorio e perfino psicologico. Il successo di una dieta ipocalorica a breve termine e il suo mantenimento a lungo termine sono legati al grado di aderenza alla dieta e alla capacità di modificare in modo durevole sia il proprio stile alimentare che il proprio stile di vita, oltre che all’adeguatezza della dieta che dev’essere “tagliata e cucita” sulle necessità e anche sulle abitudini del singolo. Ecco perché non può esistere “la dieta di…” o “la dieta del…”, ma una dieta capace anche di essere gratificante e caratterizzata da quella facilità d’uso che permette di seguirla meglio. 

In definitiva, più che l’adozione di comportamenti restrittivi, è la capacità di autoregolare il proprio comportamento alimentare a determinare il successo di un programma dimagrante. 

L’estremizzazione di comportamenti “tutto o niente” rappresenta un campanello di allarme.

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BIBLIOGRAFIA

crea.gov.it/web/alimenti-e-nutrizione/-/linee-guida-per-una-sana-alimentazione-2018

hsph.harvard.edu/nutritionsource/healthy-eating-plate/translations/italian/?fbclid=IwAR3k4IcrV80i4XM5DETaDaJAiCWUMjhZRzWddmFVp8ihIF53m2zn8xzIUIs

who.int/news-room/fact-sheets/detail/healthy-diet


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