Obesità infantile

“L’obesità è diventata uno dei maggiori problemi di sanità pubblica in Italia. Nonostante il miglioramento registrato dagli ultimi dati restano forti differenze geografiche tra Nord e Sud, a discapito di quest’ultimo. La diminuzione del tasso di obesità nei bambini è un segno che le politiche sanitarie messe in atto cominciano a dare i primi risultati ed è contemporaneamente il segnale che dobbiamo concentrare maggiormente gli sforzi in questa direzione. Tuttavia resta molto da fare, soprattutto nella promozione della consapevolezza sui corretti stili di vita. I genitori devono fare la loro parte: infatti, questi dati ci dicono che circa il 40% delle madri di bambini in sovrappeso o obesi ritiene che il peso del proprio figlio sia nella norma”.

Walter Ricciardi
© EpiCentro – Istituto Superiore di Sanità – Viale Regina Elena 299, 00161 – Roma

Secondo l’ultima raccolta dati (2019) di Okkio alla salute, un sistema di sorveglianza nazionale promosso e finanziato dal Ministero della Salute:

  • i bambini in sovrappeso sono il 20,4%  (20,9% femmine e 20% maschi)
  • i bambini obesi sono il 9,4% (8,8% femmine e 9,9% maschi)
  • i bambini gravemente obesi che rappresentano il 2,4%. 

L’Italia, anche nella raccolta COSI (Childhood Obesity Surveillance Initiative) risalente al periodo 2015-2017 è risultata tra le nazioni con i valori più elevati di eccesso ponderale nei bambini insieme ad altri Paesi dell’area mediterranea.

Ma quali cattive abitudine hanno portato a tutto ciò?

Secondo l’ultima indagine:

  • L’8,7% dei bambini non fa colazione quotidianamente o fa una colazione non adeguata, ossia sbilanciata in termini di carboidrati, proteine e grassi. 
  • Il 55,2% dei bambini consuma una merenda di metà mattina abbondante e di conseguenza non adeguata.
  • Il 25,4% consuma quotidianamente bibite zuccherate/gassate. 
  • Il 24,3% consuma frutta e/o verdura meno di una volta al giorno.
  • Il 38,4% dei bambini mangia legumi meno di una volta a settimana.
  • Il 48,3% dei bambini consuma snack dolci più di 3 giorni a settimana. Gli snack salati invece sono consumati più di tre giorni a settimana dal 9,4% dei bambini.

Altri due aspetti da non sottovalutare sono la sedentarietà e la mancanza di attività fisica. Nel 2019 infatti più del 40% dei bambini trascorre più di 2 ore al giorno davanti a TV e/o videogiochi/tablet/cellulare. Un altro fattore di rischio per l’obesità infantile, forse quello più importante, è la consapevolezza delle madri sullo stato di salute dei propri figli.

Nell’ultima indagine infatti è emerso che:

  • il 59,1% delle madri di bambini fisicamente poco attivi ritiene che il proprio figlio svolga un’attività fisica adeguata.
  • Il 40,3% dei bambini in sovrappeso o obesi è percepito dalla madre come sotto-normopeso.
  • Tra le madri di bambini in sovrappeso o obesi, il 69,9% pensa che la quantità di cibo assunta dal proprio figlio non sia eccessiva.

Un’iniziativa italiana per ovviare a questo problema risulta essere il sito: piccolipiuinforma.it, un progetto realizzato con il supporto finanziario del Ministero della Salute, rivolto ai genitori, perché possano disporre degli strumenti necessari per facilitare piccoli ma importanti cambiamenti nelle proprie abitudini familiari. Il sito viene aggiornato periodicamente per affrontare le tematiche di prevenzione dell’obesità in relazione all’alimentazione e all’attività fisica, come possibili cause dell’obesità infantile.

L’obesità oltre a causare un graduale deterioramento delle articolazioni, con una conseguente difficoltà motoria in età avanzata, può portare a gravi danni alla salute quali diabete mellito di tipo 2, malattie cardiovascolari e tumori.  L’obesità è causata, nella maggior parte dei casi, da stili di vita scorretti tramandati anche di generazione in generazione: da una parte, un’alimentazione scorretta ipercalorica e dall’altra un ridotto dispendio energetico a causa di inattività fisica. L’obesità è quindi una condizione ampiamente prevedibile.

“Si stima che il 44% dei casi di diabete tipo 2, il 23% dei casi di cardiopatia ischemica e fino al 41% di alcuni tumori sono attribuibili all’obesità/sovrappeso. In totale, sovrappeso e obesità rappresentano il quinto più importante fattore di rischio per mortalità globale e i decessi attribuibili all’obesità sono almeno 2,8 milioni/anno nel mondo”

Ministero della Salute

Dallo schema sopra riportato possiamo vedere come la previsione dell’obesità infantile sia elevata. Da quest’ultimo infatti si evince che in tutto il mondo, meno del 20% dei bambini nel 2025 sarà normopeso. Ad aggravare questa previsione, nel 2020 è arrivato un altro evento, il quale potrebbe essere un aiuto all’obesità infantile, la pandemia da Sars-Cov-2. Uno studio longitudinale Italiano ha voluto studiare gli effetti del lockdown per il COVID-19 sui comportamenti di stile di vita nei bambini con obesità che vivono a Verona. Il campione comprendeva 41 bambini e adolescenti con obesità che partecipavano a uno studio osservazionale già prima del lockdown. Hanno potuto così osservare i cambiamenti dei risultati prima e durante il blocco forzato a causa della pandemia. Da questo studio è emerso che: L’assunzione di frutta è aumentata durante il lockdown. L’assunzione di patatine fritte, carne rossa e bevande zuccherate è aumentata significativamente durante il blocco. Il tempo trascorso nelle attività sportive è diminuito (quasi 5 ore in meno di attività fisica a settimana) e il tempo di sonno è aumentato. Il tempo sullo schermo (tv,tablet,cellulare,computer…) è aumentato di quasi 3 ore/giorno. In particolare, questo studio longitudinale su bambini e adolescenti con obesità ha affermato che i comportamenti alimentari, di attività e di sonno sono cambiati in una direzione sfavorevole tre settimane dopo il loro confinamento durante il blocco nazionale. Queste osservazioni indicano la necessità di attuare misure preventive durante i periodi di lockdown, tali misure potrebbero coinvolgere i professionisti del movimento e della medicina pediatrica per offrire una guida supplementare incoraggiando le famiglie a mantenere scelte di stile di vita sane. Sebbene non abbiamo ancora misurazioni post-confinamento sul possibile aggravarsi dell’obesità, possiamo ipotizzare che l’eccesso di peso guadagnato durante il lockdown potrebbe non essere facilmente reversibile e potrebbe contribuire all’eccesso di adiposità durante l’età adulta; infatti gli effetti deleteri dello stile di vita durante il periodo del Covid-19  potrebbero perdurare nella vita di tutti i giorni anche dopo questo periodo di restrizioni, andando così ad alimentare comportamenti alimentari errati, e andando a limitare i nostri livelli di attività fisica.

CONCLUSIONE

Le regole base per una sana alimentazione dei bambini rimangono le medesime degli adulti, sicuramente bisogna tenere in considerazione le quantità: un bambino non deve mangiare le stesse porzioni di un adulto, possiamo aiutarci usando le mani dei bambini come unità di misura:

  • 1 pugno per la frutta, il pane, la pasta o il riso (già cotti), verdure cotte, legumi, tuberi;
  • 2-3 pugni invece per le verdure crude;
  • 1 palmo come giusta porzione per fonti proteiche come pesce e carne.

Per l’alimentazione dei nostri piccoli dobbiamo essere i primi a dare l’esempio cercando di stimolarli all’assaggio di nuovi alimenti, ricordatevi che vostro figlio vi “scruta”, tanto più la vostra alimentazione sarà varia, tanto più il bambino sarà invogliato a seguirvi.

Approfittate dell’opportunità per imparare ad apprezzare anche voi qualche alimento in più!

Cercate di non dare mai per scontato che al bambino non piaccia un determinato cibo, offriteglielo sempre e provate a mangiarlo assieme. Abituatelo a bere acqua, durante i pasti, gli spuntini e durante l’attività fisica. Per invogliarlo potete provare ad aromatizzare l’acqua con della buccia di agrumi, qualche foglia di menta o a diluire dentro un po’ di succo di frutta. Il sale contiene naturalmente sodio, un elemento essenziale per il nostro organismo ma è bene ricordare che  è sufficiente in piccole dosi. Limitare il consumo di alimenti lavorati ricchi di sale, come merendine salate, patatine in busta, salumi, formaggi grassi e alimenti in scatola, sicuramente può aiutare a diminuire la dose di sale giornaliera e ad educare il vostro bambino al consumo di alimenti poco salati, per fissare la soglia del salato su livelli bassi più avanti nella crescita. Cercate di limitare quanto più possibile cibi confezionati come merendine, patatine, brioche e altri snack confezionati: sono ricchi di zuccheri liberi (argomento di prossimi articoli) , grassi saturi e trans (argomento di prossimi articoli) e conservanti; potete aiutarvi tenendo in frigorifero della verdura o frutta già lavate, pronte all’uso per offrirle al bambino ogni volta che chiederà un fuoripasto, oppure, un vasetto di yogurt con della frutta fresca o una fetta di pane e marmellata. L’ultimo aspetto da non tralasciare è l’importanza di abbinare una corretta alimentazione all’attività fisica. 

Nel corso dell’infanzia e dell’adolescenza l’attività fisica:

  • è necessaria allo sviluppo osteo-muscolare contribuisce allo sviluppo di un apparato cardiovascolare sano;
  • contribuisce ad aumentare le capacità di apprendimento e il livello di autostima; rappresenta un valido strumento di aggregazione sociale;
  • associata a una corretta alimentazione diminuisce il rischio di obesità infantile e di malattie croniche.

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BIBLIOGRAFIA

  • piccolipiuinforma.it
  • salute.gov.it/portale/news/p3_2_1_1_1.jsp?menu=notizie&id=2929
  • salute.gov.it/imgs/C_17_notizie_2935_listaFile_itemName_0_file.pdf
  • salute.gov.it/imgs/C_17_notizie_5159_0_file.pdf
  • Pietrobelli A, Pecoraro L, Ferruzzi A, Heo M, Faith M, Zoller T, Antoniazzi F, Piacentini G, Fearnbach SN, Heymsfield SB. Effects of COVID-19 Lockdown on Lifestyle Behaviors in Children with Obesity Living in Verona, Italy: A Longitudinal Study. Obesity (Silver Spring). 2020
  • salute.gov.it/portale/salute/p1_5.jsp?id=51&area=Vivi_sano 

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