Dimagrimento localizzato

Per poter parlare di grasso localizzato dobbiamo prima fare un passo indietro, alla spiegazione di quello che viene comunemente chiamato “grasso”, ossia l’ORGANO ADIPOSO. Fino a qualche tempo fa, sentivamo parlare di tessuto adiposo, ad oggi invece possiamo parlare di un vero e proprio organo.
La scienza, infatti, definisce con il termine organo un insieme di tessuti che cooperano per lo stesso fine strategico.

L’organo adiposo comprende diversi tessuti:

  • Cellule adipocitarie bianche
  • Cellule adipocitarie brune
  • Cellule non adipocitarie adibite allo stroma (tessuto connettivo di supporto)
  • Cellule non adipocitarie adibite alla vascolarizzazione
  • Cellule non adipocitarie adibite all’innervazione

L’unità funzionale dell’organo adiposo è, l’ADIPOCITA, ossia quella cellula dove il nostro corpo accumula il grasso. Esistono due tipologie di adipociti: gli adipociti bruni e gli adipociti bianchi.

Il compito principale degli adipociti bruni è quello di distribuire calore; esso rappresenta una fetta importante nei neonati, e permette al bambino di non soffrire il freddo, anche se poco coperto. Crescendo, questa tipologia di grasso, tende a diminuire e a ridursi al minimo, a favore invece degli adipociti bianchi. Nei paesi molto freddi, per preservare questa componente infatti, si tende a coprire meno i neonati, permettendo così a questi ultimi di preservare gli adipociti bruni, e di soffrire meno il freddo. Gli adipociti bianchi, invece, hanno il compito di produrre ATP, grazie ai mitocontri contenuti al loro interno.
Dobbiamo immaginare i mitocondri come dei veri e propri forni, attraverso il quale il nostro corpo riesce a “bruciare” i grassi per ricavare energia (ATP).
Cercando di semplificare un concetto estremamente ampio, possiamo dire che gli adipociti hanno la funzione di immagazzinare i trigliceridi (grassi) al loro interno, come scorte energetiche, in attesa di rilasciarle per darci l’energia necessaria.

Il grasso corporeo si distribuisce nel nostro corpo in maniera differente nell’uomo e nella donna:

Nelle donne il grasso essenziale è maggiore (9-12%) rispetto all’uomo (3%) in quanto fondamentale per la sua funzione riproduttiva.
Tendenzialmente quando parliamo di grasso, ci riferiamo al solo grasso che vediamo, ossia quello sottocutaneo.

Per semplificare la conformazione fisica in base ai punti di accumulo del grasso sono state create tre diverse categorie, anche detti biotipi:

  • Biotipo androide (a mela): tipica degli uomini e di una minor percentuale di donne, i quali vedono una collocazione del grasso principalmente nella parte superiore del corpo.
  • Biotipo ginoide (a pera): tipica della maggioranza femminile, con una distribuzione del grasso principalmente nella parte inferiore del corpo.
  • Biotipo misto (a peperone) con una distribuzione del grasso abbastanza omogenea.

Quindi se io accumulo grasso sulle cosce o sulla pancia come posso eliminarlo?

In palestra possiamo assistere a due scenari molto comuni: donne sull’ abductor machine per eliminare le culotte de cheval e uomini che allenano gli addominali per eliminare la pancetta. Ma possiamo scegliere dove dimagrire? La risposta è no, perché la regolazione del peso corporeo, è un insieme di variabili di tipo fisiologico, metabolico, ambientale, comportamentale e genetico, le quali controllano quanta energia assumiamo e quanta ne consumiamo. Il peso corporeo è il bilancio tra quanta energia entra e quanta ne esce. Se si introduce più energia di quanta se ne consuma, andremo incontro ad un aumento di peso. L’eccesso calorico viene depositato nel nostro corpo nei famosi adipociti di cui abbiamo parlato prima, e distribuito in maniera differente in base alla nostra conformazione fisica. Quando in palestra svogliamo un esercizio che coinvolge principalmente un dato gruppo muscolare, non significa che stiamo andando a perdere grasso in quella zona.

Per confermare questa tesi, uno studio del 1971 ha preso in esame un gruppo di tennisti, ai quali sono state preso le misure per stimare la massa grassa presente sulle braccia, sia sul braccio dominante con cui tenevano la racchetta sia sul braccio meno utilizzato. La ricerca mostrò che mentre il braccio dominante era più muscoloso, non c’era, invece, alcuna differenza significativa nello spessore del grasso sottocutaneo sui muscoli del braccio che svolgeva un maggior esercizio rispetto al braccio che che ne svolgeva meno. Ciò vuol dire che se noi alleniamo maggiormente una parte del nostro corpo, otterremo dei risultati in termini di massa muscolare, ma non andremo a diminuire il grasso in quella zona specifica.

Conclusione

Quindi come possiamo eliminare quelle tanto odiate maniglie dell’amore? Come possiamo perdere grasso intorno al girovita, o in qualsiasi altra parte del corpo?

Questi sono i 4 punti fondamentali da seguire:

  • Ridurre le entrate energetiche, bilanciando tutti i macronutrienti (vedi il piatto del mangiar sano) ma in minor quantità;
  • Evitare le diete “fai da te” che oltre ad essere poco salutari, ci portano nel breve termine a riacquisire i chili persi; una buona dieta deve sempre contenere tutti i macronutrienti in maniera equilibrata;
  • Non concentrarci in maniera ossessiva sul peso che compare sulla bilancia, ma porci come obiettivo la riduzione della massa grassa in favore di quella muscolare, grazie ad allenamenti contro resistenze;
  • Abituarci a muoverci di più ogni giorno: camminare, salire e scendere le scale, svolgere piccoli lavori domestici, ecc.

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Bibliografia

GRANT GWINUP, M.D., F.A.C.P., REG CHELVAM, M.R.C.S., TERRY STEINBERG, M.D. Thickness of Subcutaneous Fat and Activity of Underlying Muscles (1971)

Biasci A., Project Nutrition 2ed., 2020, Project Editions


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